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La storia del Bigattino
di COMPARE ZAPPITTO





Come ogni ciclo vitale il suo viaggio comincia proprio da qua ....


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... con un accoppiamento, tra due individui di sesso differente, poi, come madre natura dispone, Mamma mosca deporrà le prime larvette su un substrato opportuno, variabile a seconda della famiglia di appartenenza .



Tra le varie specie di Ditteri la mosca che interessa a noi è la Sarcophaga carnaria, sarà quindi indispensabile che la mosca trovi un po di carne fresca, in natura, sulla quale deporre le larve ( o le uova) lasciandole al suo destino ... avrete notato che ho parlato di carne fresca che non abbia ancora iniziato il processo degenerativo.



La larva dovrà alimentarsi con la carne per alcuni giorni prima di divenire adulta e la natura, per aiutarla nel suo cammino, gli ha fornito un'arma incredibile, l'ammoniaca, con la quale rallenta la putrefazione della carne. Fate dunque molta attenzione quando le larve, sfregandosi tra loro, si scaldano producendo la classica schiuma è un vero concentrato di ammoniaca! A tal proposito è utile ricordare che questo gas incolore, dall'odore pungente molto forte e soffocante, è altamente irritante e tossico e, se pur presente in natura è un gas nocivo per inalazione, tra i pescatori a tal proposito sono state riscontrate delle intolleranze e delle allergie; combinandosi con l’ossigeno può intaccare alcuni metalli come alluminio, rame, nichel ( guasti frequenti nei frigoriferi)


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Continua così il processo di crescita e sviluppo della larva fino al raggiungimento dello stadio di larva adulta ... ovvero ”il Bigattino” che è quello che interessa noi pescatori.

I vari Substrati di deposizione in natura allevamento:

variabile in funzione della specie, sarà sempre materia organica di origine animale (carne-pesce) o vegetale (frutta matura, erba tagliata) o altro materiale in fermentazione, lo stallico animale. Nella produzione di esche, la maggior parte degli allevatori, utilizzano scarti animali provenienti dalla macellazione di carni (bovine suine e avicole) purtroppo non è facile reperire in rete notizie sul processo industriale, ma conoscendo il processo naturale il sistema non dovrebbe diversificarsi molto. Le difficoltà nel reperimento di questa esca negli anni 60 portò alcuni pescatori al tentativo di una produzione casalinga, il puzzo generato fece si che i più abbandonarono l'idea già dal primo tentativo; oggi le norme sanitarie Vietano il fai da te per per prevenire la diffusione di malattie; è indubbio inoltre che la facilità di reperimento in commercio e il basso costo di acquisto non ne giustificherebbero il tentativo. Personalmente ho avuto riscontro anche con varie tipologie ittiche ( pesce, gamberi, calamari) vi sconsiglio però di NON tentare, il mio fu solamente un caso fortuito e non un esperimento: un amico lasciò la busta con il pescato nella barca e io tornai dopo 3 gg ... una cosa terribile !!!
A seconda del tipo e della qualità di substrato utilizzato negli allevamenti avremo delle larve piu o meno appetibili , piu o meno grandi, piu o meno colorate ... È infatti nelle prime fasi di vita della larva assume sapore, consistenza e colore, e questo tramite la somministrazione di alimenti specifici, a volte addizionati di coloranti naturali, la colorazione della larva parte da li e non, contrariamente a quanto si pensa, con successivi bagni di colore ...

Durante i primi giorni di crescita la ns larvetta potrà già essere utilizzata come esca. Conosciuta come Tozzetto o Raperino la piccola larva misura ancora pochi mm e si utilizza per i pesci piccoli innescata su ami dal 24 al 28 nella pesca al colpo ( Alborelle, piccole scardole ecc)



Crescendo in dimensione e con altri trattamenti otterremo il Maialino o Pinky (alimentato con carne suina per assumere una colorazione rosata) oppure i classici colorati in rosso, giallo e verde ottimi per la pesca in acqua dolce ed utilizzati anche in mare da qualche pescatore “avanguardista.”
Vediamo ora di conoscere il suo corpo e gli elementi che lo contraddistinguono, la larva è biologicamente molto semplice, nasce cieca e fornita di una bocca con la quale alimentarsi, una testa con la quale si insinua nel substrato, uno stomaco nel quale metabolizza i nutrimenti , nella parte finale è presente una placca respiratoria , il guscio del corpo è composto da una cuticola formata da 11, 12 anelli concentrici che le consentono i movimenti con il tipico andamento strisciante, questa particolare pelle successivamente darà corpo all’involucro della pupa



La larva adulta se mantenuta in frigo tra i 2 e i 5° potrà rimanere in questo stato catatonico anche per 1 mese consumando piano piano le riserve che ha accumulato prima di impuparsi e compiere la metamorfosi
In natura i frigoriferi non esistono quindi, quando la larva avrà raggiunto le dimensioni ottimali, smetterà di alimentarsi per interrarsi, raggiungendo qualche cavità naturale dove attendere le condizioni climatiche ottimali o, nellarco di pochi giorni, compiere l'ultimo ciclo i trasformandosi in insetto. Quello che accade nelle ns sacchette è un processo molto simile, dopo un periodo di movimento frenetico con sviluppo di calore per sfregamento la larva rallenterà fino a fermarsi, comincerà così un primo cambiamento nella colorazione della cuticola esterna, dal colore avorio muterà in rossiccio, marrone chiaro per divenire infine quasi nera.



Nel passaggio successivo solo alcune di queste pupe si schiuderanno, lasciando fuoriuscire l'insetto formato, la mosca




Le pupe, ovvero il Caster




La scoperta di questa nuova Esca è dovuta agli Inglesi e certamente ad un caso fortuito, sembra difatti che durante una gara di pesca al colpo uno sbadato pescatore si ritrovò con un pugno di mosche nella sacchetta e fu costretto ad utilizzare le pupe non ancora schiuse, con suo immenso stupore si rivelarono micidiali per carpe e cavedani, poi con il tempo la cosa si riseppe cosicchè ai giorni nostri tale esca viene normalmente utilizzata con tecniche specifiche ...
Il Caster è utilizzabile nella pesca, così come il bigattino fresco, in acqua dolce sappiate però che funziona anche al mare con cefali e occhiate; inoltre può essere pasturato in fionda a patto che sia opportunamente trattato. Basandosi su un semplice concetto bisogna separare le pupe per colore e galleggiabilità “Una pupa chiara sarà certamente affondante, mentre una scura è sicuramente galleggiante”
è ovvio che nessuno di noi avrà voglia e tempo di scegliere le pupe manualmente, come quando si nettavano le lenticchie da bambini ... non vi preoccupate, esiste un metodo molto rapido per farlo !

Procedimento:

Il primo passo consisterà nel separare le larve dalle farine disseccanti, per farlo utilizziamoun secchio e un setaccio a maglia fine. Con un secondo setaccio a maglia piu grande separiamo ora il bigattino dalle pupe, le larve vive, cadranno nel secchio mentre tulle quelle "impupate" resteranno immobili sul setaccio. Raccogliamo quindi queste pupe in un altro secchio e aggiungiamo acqua di rubinetto, e lasciamo riposare riposare per qualche ora, trascorso tale periodo togliamo con un colino tutte le pupe galleggianti (colore scuro) e mettiamole in un sacchetto con acqua, queste potranno essere utilizzate per la pesca a galla o inserite in una pastura da fondo favorendone così la disgregazione (ricordate però che in natura mancherebbero poche ore alla schiusa quindi mantenetele al freddo se non le utilizzate subito).
Le altre larve rimaste sul fondo del secchio saranno ovviamente quelle affondanti, raccoglietele e mettetele in una bustina con dell'acqua conservatele sempre in frigorifero (regolato tra 3 e 5 gradi) potranno essere utilizzate come esca, pastura in fionda o additivo per tutti gli sfarinati per diverse settimane ...

Ed ecco infine uno schema che riassume il ciclo vitale della mosca




La femmina depone, tra le 100 e le 150 uova o larve disponendole in piccoli gruppi divisi tra loro; dal momento in cui la larva inizia ad alimentarsi avremo la schiusa dei pupari con insetti perfettamente formato in un periodo minimo che va da 2 a 6 gg o piu lungo da 17 a 27 gg.


Spero che questa piccola scheda contribuisca alla conoscenza della larvetta che utilizziamo nella nostra pescaleggera e non ultimo responsabilizzi quei pescatori che tendono ad abbandonare bigattini nell'ambiente, alla fine della pescata ...specialmente in estate favorendo così l'imbozzolamento e la successiva schiusa dei pupari ... il danno mi pare scontato!

Tratteremo successivamente le modalita per il mantenimento del bigos al meglio delle ns possibilità; utilizzando dei piccoli trucchetti scopriremo che non è necessario innescare delle liti in famiglia per mantenerlo nel frigo domestico impareremo a trasportarlo al meglio durante i ns viaggi e come accudirlo tra una pescata e l'altra .... ecc ecc

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02-Lug-2008