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I FRANGIFLUTTI
da Guerriero65

 

E'considerato dai pescatori uno degli ambienti marini più fruttuosi per la maggior parte delle tecniche di pesca dalla costa e, in special modo, le dighe frangiflutti poste a protezione delle banchine portuali esterne, oppure a protezione delle intere aree portuali nei porti più piccoli.Si crea così un ambiente marino, che pur essendo artificiale, imita parecchio l'ambiente naturale delle franate di roccia, con il vantaggio per il pescatore puo  raggiungere facilmente la postazione di pesca e di poter praticare le tecniche a diverse profondità. Di contro, essendo le dighe ambito portuale, sono sempre più spesso sottoposte a divieti e controlli da parte della Capitaneria di porto e quindi non sempre è permesso praticare la pesca. Ricordate di valutare la presenza di corrente che può trascinare la pastura e di conseguenza le prede più a valle. In questo caso, conviene lanciare la pastura più a monte e sfruttare quindi la corrente per portare i pesci sotto la canna. Anche il moto ondoso deve essere valutato e in caso di mare mosso, bisogna pasturare vicino ai massi della diga; sarà la corrente in uscita a portare la pastura alla giusta distanza di pesca. La diga frangiflutti è uno dei pochi ambienti marini ad essere in attività in tutte le stagioni. I periodi migliori sono sicuramente la primavera e l'autunno dove la maggior concentrazione di pesce lo rende uno spot insostituibile. Per quanto riguarda gli orari, sia la mattina presto che le ore di buio permettono di fare catture più pregiate (spigole) e più abbondanti (boghe ed occhiate). Se il mare è mosso o in scaduta, sulla diga è possibile catturare a qualsiasi ora del giorno, soprattutto in concomitanza dell'alta marea, perché sono moltissime le prede che scelgono questo ambiente per alimentarsi in queste condizioni meteomarine. Il nostro posizionamento rispetto allo specchio d'acqua che utilizziamo deve consentirci una certa facilità di movimenti non avventuriamoci su scogli che ci consentano di tenere solo la posizione di pesca: dovremo anche avere a portata di mano la nostra attrezzatura,almeno quello essenziale, avere la possibilità di "coppare", specie per quanto riguarda i movimenti di lancio della lenza e l' invisibilità sullo specchio d' acqua interessato tanto meno ci facciamo vedere , tanto più a loro sembrerà tutto normale, il tutto andrà a beneficio della nostra battuta di pesca. Preparare i terminali a casa, o comunque prima di recarci sul posto di pesca, ci aiutera a  non perdere tempo prezioso e di non sparpagliare la nostra attrezzatura.Cerchiamo di recarci sulla postazione già pronti per l' uso, l' organizzazione nella pesca ha un ruolo non indifferente. Prima di cominciare con il  montaggio dell'atrezatura, provvediamo a pasturare la zona di pesca: cominceremo a stimolare l' appetito dei pesci e ad attirarli in zona. Sistemiamo la nostra lenza  e inneschiamo l' esca, cercando di giungere sul punto che ci interessa con lanci ben  precisi. In caso di cattura, cerchiamo di comprendere di che stazza sia la nostra preda: se siamo al limite delle potenzialità della nostra attrezzatura non affrettiamo le cose: tentiamo di stancare la nostra cattura, per poi copparla. Questo è tutto,o una parte di cose da sapere essere stato d'  specie ai principianti ed ai novizi di  questa tecnica. Questo tipo di pesca, soprattutto all' inizio, è fatta di spigole non allamate e di terminali spezzati....vista la leggerezza della nostra attrezzatura e la stazza della preda, spesso non trascurabile delle prede insidiate ma, con l'esperienza, diviene molto coinvolgente e proficua.....   

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02-Lug-2008