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LA PESCA NEL PORTO
da Guerriero65

 

La pesca nel porto da sempre a noi pescatori un ottima opportunità nel utilizzare lenze leggere, considerando che all'interno dei porti il pesce gira per cacciare.....e importante indivuduare i punti migliori ,che avvolte variano molto in funzione della profondità dell'acqua e dalle attività che vengono svolte nel porto stesso. Vi sono casi particolari dove la profondità dell'acqua deve essere almeno di 3 mt. e la presenza di corrente non deve rendere impossibile la pasturazione..... Potremmo dire che le zone più promettenti sono quelle dove vi è una pasturazione naturale e ottima tra i pescherecci,e anche qualche scarico di acqua all'interno del porto. Un altro fattore importante e quelo di frequentare spesso lo stesso luogo piu frequentemente, sicuramente ci aiuta a trovare postazioni dove le catture sono più numerose, è evidente che non sempre si riesce a capire quale posto è il migliore alla prima uscita, importante è non rimanere fermi sia come postazione sia con il tipo di lenza utilizzata. Scegliere una postazione e iniziare a pescare con la lenza che riteniamo più redditizia, se i risultati non vengono proviamo delle varianti, un terminale più fino un amo più piccolo alzare l'esca dal fondo ,appoggiandola al fondo tutte prove che possono cambiare l'esito della pescata. Le specie che si possono trovare nel porto lo sappiamo esse meritano la nostra attenzione, sapendo che avvolte richiedono una montatura diversa tra loro...potremmo dire che la Spigola è amante della lenza leggera perciò terminale lungo, amo piccolo, una bella (spallinata) di pallini progressiva più vicini in alto più distanti in basso e altre ancora.....l'Orata il Sarago è più raggruppata la spallinata con pallini poco più grandi e distanti tra e avvolte anche lutilizo della torpilla il terminale ed amo più robusti la Marmora predilige la lenza appoggiata a terra ....di conseguenza la leggerezza della lenza è garantita dal peso tipico dei galleggianti usati........Se ci si trova a pesca dove ci sono barche ormeggiate, è sufficiente un posto tra due di esse avendo a disposizione uno spazio necessario all’azione di pesca: si effettua un lancio lungo verso la banchina; subito dopo una fiondata di bigattini a metà strada tra noi e il galleggiante ed a seguire si recupera quest’ultimo fino a quando non abbia recuperato di qualche metro l’area di pasturazione. L’esecuzione di queste tre operazioni in rapida successione ci assicura la discesa verso il fondo dei bigattini innescati all’interno della nuvoletta di quelli lanciati con la fionda. Un fattore importante di questa tecnica è il fatto di avere tutto il finale disteso in acqua,un galleggiante sensibile ai movimenti in maniera rapida, che consente una ferrata tempestiva. Se dopo qualche lancio con relativa fiondata non accade nulla,significa che si sta verificando una delle due seguenti situazioni:
1. Non vi sono pesci in quella determinata zona.
2. I pesci si stanno divertendo con  i bigattini liberi, scartando quello innescato. Alla prima situazione si può rimediare spostandosi un po’,  Alla seconda ipotesi è invece molto difficile opporre valide contromisure. In realtà quello che i pesci avvertono come un pericolo è il filo, pur sottilissimo che sia.....so che non tutti sono d'accordo che il pesce veda il filo .........ma siccome non possiamo farne a meno, dobbiamo rassegnarci ad attendere un cambiamento di alcune condizioni che sia  di luce, di marea,  o cos’altro ci pasi per la mente....finchè non troviamo la soluzione di invogliarli all’abboccata, regalandoci quella dolcissima discesa del galleggiante e avendo il  piacere di sentire sotto la nostra canna che  pochi altri al mondo non sanno cosa vuol dire......

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02-Lug-2008