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LA PESCA ALL'ITALIANA

di ivandrago87

La pesca all'italiana consiste nell'uso di canne "bolognesi" composte da anelli passafilo e placca porta mulinello.Sono canne in carbonio con azione più o meno rigide e di varie lunghezze.La caratteristica di questo tipo di pesca stà nell'uso di gallegianti fissi che variano di peso e forma. La pesca all'italina può essere utilizzata sia in acqua dolce che in acqua salata.
ACQUA DOLCE

In acqua dolce sceglieremo i fiumi con più o meno corrente per applicare questa tecnica. Si parte dalla canna,che mediamente varia di lunghezza dai 6 agli 8 e anche 9 metri in base al filo di corrente che si sceglie per fare la "passata". il mulinello nn deve essere nè piccolo ne enorme ma un giusto compromesso che ci permetta di avere un'attrezzo affidabile,quindi le misure che vanno dai 2000 ai 3000 sono più che sufficienti. Il filo da utilizzare per il riempimento della bobina sarà di diametro compreso tra 0.14 e 0.18,in relazione alla corrente del fiume o dalle prede che si desiderano insidiare (barbi e carpe metteranno a dura prova la nostra attrezzatura). Dato che andremo ad effettuare la nostra "passata" in correnti più o meno sostenute,è consigliato l'utilizzo di gallegianti dalla forma non troppo affusolata,meglio le forme a pera o a goccia rovesciata cosi' che si riesca meglio ad affrontare la corrente(di solito si scelgono gallegianti a pera delle misure di 2-3gr). Adesso si arriva alla cosa più importante:la piombatura. Di solito si usano i pallini a sfera spaccati ma in alcune condizioni si possono usare le olivette o le torpille o il pallettone. La piombatura classica viene eseguita con i piombini a sfera spaccati...una volta scelta la taratura del gallegiante si posizionano sulla lenza che nn deve essere fatta a casaccio: a seconda del tipo di prede che dovremo insidiare(ed anche rispetto alla corrente), la spallinata dovrà essere fatta più o meno aperta. Passando ai terminali che anche loro hanno una grande importanza,dovranno essere lunghi (per insidiare pesci diffidenti come il cavedano) o corti (per insidiare pesci che mangiano sul fondo come carpe,barbi,tinche ecc...)ed andranno a collegarsi con la lenza madre tramite una girella o facendo 2 asole:1 al terminale e 1 alla madre,si uniscono ed il gioco è fatto;il diametro oscillerà dallo 0.10 ad un massimo di 0.14,e questo và scelto in base al posto di pesca e alle dimensioni dei pesci che ne caratterizzano il posto,da non sottovalutare anche la limpidezza dell'acqua;il diametro dei fili è un gioco che và relazionato alla sospettosità dei pesci-grandezza dei pesci-limpidezza dell'acqua! Anche la scelta dell'amo è un'operazione abbastanza delicata.....ad esempio se si vogliono insidiare cavedani degni del nome,bisogna ricorre ad ami di grandezza che và dal n°20 al 24 appuntando un solo bigattino! quindi la scelta và sempre fatta in base al terminale che si è scelto(è inutile usare un'amo del 22 su un terminale dello 0.14.....il tutto in acqua lavorerebbe male e la presentazione dell'esca risulterebbe tutt'altro che naturale....)e al tipo di preda o prede da insidiare:per carpe e barbi è consigliabile scegliere ami della misura 14.
L'esca principe di questa tecnica è sicuramente l'indiscusso bigattino ma ci sono altre esche molto valide come il mais,il lombrico,la crisalide,pane,formaggio,il sambuco ecc....
Una volta completate queste operazioni la prima cosa da fare è sondare la zona della passata(ovvero dove andrà a rozzolare la nostra esca) per vedere in quanto fondo andremo a pescare e come si presenterà(se ci saranno incagli,buche....)fatta questa operazione si passa alla pasturazione,dopo aver sondato il punto di passata si prende un punto di riferimento(un riflesso,un'ombra o una qualsiasi cosa che ci permetta di focalizzare il luogo dovre si ripeteranno i lanci di pastura),è cosa importante tenere presente la corrente,perchè sarà questa a spingere la nostra pastura e se non si fà attenzione a valutarla si rischia di portare la pastura al di fuori della portata della nostra passata! per questo se stiamo affrontandi correnti sostenute,si può utilizzare la colla per incollare i bigattini insieme a della breccia o delle retine metalliche biodegradabili che verrano riempite di bigattino insieme ad un sasso per renderle piùpesanti e fargli raggiungere subito il fondo. Le prime operazioni di pastura devono essere di buona quantità...questo servirà per far capire ai pesci che c'è da mangiare in quel posto,e dopodichè gli daremo dei lanci di richiamo per stimolargli l'appetito ma non per saziarli! fatto questo andremo ad affettuare la nostra passata sulla linea di pastura, l'operazione prevede un leggero controllo o trattenuta del gallegiante,cosi' che l'esca arrivi al pesce prima del gallegiante e non il contrario. Occhi nel tappo,mano e frizione pronta!


ACQUA SALATA


In mare come in acqua dolce si fa uso delle canne bolognesi, con l'unica differenza che stà nel tipo di azione della canna,infatti in questo tipo di ambiente si preferisce usare una canna pronta potente ed affidabile,una canna ad azionedi punta;inoltre è preferibile una canna di 7mtperchè risulterà molto versatile per divesi ambienti e circostanze di pesca. Per i mulinelli è valida la scelta della misura 2500-3000,proprio per il fatto che bisgona avere attrezzature affidabili e adatti per il tipo di ambiente. Riguardo i fili,qui bisogna essere un pò più raffinati nelle scelte,in bobbina andremmo a caricare un filo di buona\ottima qualità e di diametri non troppo eccessivi(da uno 0.12 per pesche di estrema difficoltà che possono essere i porti o i canali,a uno 0.16 per pescare a ridosso delle scogliere anche col mare mosso). I gallegianti e la montatura che andremo a scegliere,dipendono molto dal tipo di ambiente in cui andremo a pescare,dalle correnti,dalla profondità dell'acqua,e dal mare stesso;
-di solito nei porti si pesca con gallegianti non superiori ai 2 gr,questo dipende anche se c'è corrente nel porto e dalla profondità dello stesso,partendo con lenza madre 0.14 gallegiante da 1.5 gr spallinata leggera ed aperta terminale 0.9 di un 1-1.5mt amo del 20 e un bigos appuntanto la sopresa non mancherà....
-nella maggior parte dei canali si pesca nei momenti dei cambi di marea,in quei momenti la corrente rallenta fino a scoimparire per poi ripartire in base alla marea successiva...in questo lasso di tempo ottimo che durerà per 4 ore circa si pesca molto leggeri: lenza madre 0.12,gallegiante 0.75-1gr spallinata molto aperta, terminale 0.9-0.8 di 1-1.5mt,amo del n°22 e un solo bigos appuntato....se ci sono spigole in giro non si faranno pregare per mangiare....
-nella scogliera si sceglie la montatura più adeguata in base alle condizione del mare,visto che nelle scogliere si và spesso nei momenti in cui il mare sbatte un pò sugli scogli sceglieremo un'attrezzatura adeguata:lenza madre 0.16,gallegiante da 2 ai 3gr,la spallinata nn è una regola precisa in questo caso,si può scegliere di pescare a ridosso degli scogli con un bel svolazzo o pescare più in largo con l'esca che razzoli nel fondo,quindi spallinata più o meno aperta,terminale di una metrata dello 0.12 fino a salire allo 0.14 in base alla rispista del pesce e delle stuccate, amo n°16-14 e inneschi che possono essere composti da 2 a 4 bigattini,quindi inneschi più o meno voluminosi....
Anche nel mare l'esca principe sarà il bigattino,ma altre esche molto valide sono il gamberetto,il coreano,il muriddu,le striscioline di seppia o calamaro....
Una regola che vale in qualsiasi posto nel mare in cui andremo a pescare è la pasturazione. é molto importante valutare le correnti per vedere o capire dove andrà a finire la nostra pastura e quindi la nostra lenza. Come si è detto e ridetto quando si và al posto di pesca basta un rametto pervedere dove tira la corrente. Tutte queste cose sono piùo meno discutibili....ma il bello della pesca è proprio per il fatto che è varia ed è commentabile ed opinionabile proprio perchè ogniuno di noi ha i sui metodi e segreti.

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25-Nov-2008